ANNUNCIO DI UNA SCOPERTA


Si annuncia la scoperta di un’opera goldoniana finora sconosciuta, una raccolta di versi dedicati al patrizio veneto Angelo Grassi per la vestizione della figlia Margherita nel convento di Santa Caterina in Chioggia. La dedica dell’opuscolo - i cui versi non sono tutti goldoniani - porta la data del 1742, ma rimanda agli anni trascorsi dalla famiglia Goldoni a Chioggia, durante i quali viene detto che beneficiò della “protezione” dei Grassi. Lo si ignorava: il nome dei Grassi, tra l’altro, non ricorre mai negli scritti goldoniani.

frontespizio

Il dedicatario dei versi è lartefice del Palazzo che tutto il mondo conosce, che di lì a pochi anni si sarebbe specchiato sul Canal Grande. Meno noto il pur pregevolissimo Palazzo Grassi di Chioggia, fatto costruire nella seconda metà del Seicento, che i Goldoni dovevano avere ben presente. La ricchissima famiglia Grassi, a Chioggia dalla prima metà del Duecento, da solo poco più di un secolo aveva intrapreso la strada di unaffermazione pubblica che dopo varie vicissitudini avrebbe visto il culmine nel 1718 con lascrizione al patriziato. E solo due anni più tardi, i Goldoni erano a Chioggia.

Si pubblica (19 ottobre 2005) — qui con trascrizione diplomatica — il testo integrale dellopuscolo, che nelledizione a stampa è accompagnato da uno studio di chi lha scoperto. In esso si scava sia nei Mémoires che nelle Prefazioni Pasquali, ricavandone che le persone e i luoghi chioggiotti di cui Goldoni parla rimandano con evidenza, sia pure in modo indiretto, proprio alla famiglia più ricca e potente della città. I Grassi non sono menzionati, ma ci sono.

 

 

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