____________________________"La nuova di Venezia e Mestre", 25 novembre 2005_____________________

 

 

Ugo Foscolo fu ispirato da Chioggia
per comporre l'opera dei «Sepolcri»

 

 
CHIOGGIA. I «Sepolcri» di Foscolo nascono a Chioggia. Lo sostiene, con argomentazioni lucide e dettagliate, lo studioso chioggiotto di letteratura Claudio Perini nel libro «Il canto dell’amico perduto», pubblicato qualche mese fa da Accademietta (12 euro), disponibile nelle librerie e nel sito www.accademietta.it. Per arrivare a dimostrare come l’opera più importante di Ugo Foscolo sia stata ispirata, nei contenuti e nella poetica, da Chioggia e dai «suoi illustri figli», Perini ha studiato il carteggio che Foscolo intrattenne con il fratello di Giuseppe Olivi, Tommaso, da cui emerge il forte legame che univa lo scrittore al naturalista chioggiotto, morto a soli 26 anni di tisi, il 24 agosto 1795. Nel libro, Perini dimostra come la vita e le opere dell’Olivi, che Foscolo ripercorse anche grazie alla lettura dell’«Elogio funebre dell’abate Giuseppe Olivi» di Melchiorre Cesarotti, influenzarono tutta la successiva produzione letteraria del Foscolo. Dal sonetto «A Zacinto», che riprende alcuni stilemi (come «Né più mai...») del Cantico di Ezechia nella traduzione oliviana, a «Le ultime lettere di Jacopo Ortis», in cui sono presenti chiare allusioni all’amico Olivi, stroncato nel fiore degli anni e della carriera (entrò a soli 24 anni nella prestigiosa Società dei Quaranta), fino ai «Sepolcri» in cui sia il tema, quello della poesia come unico monumento imperituro che permette di tenere vivo il ricordo, che l’elaborazione testuale prende avvio dalla «triste vicenda dell’amico perduto». «La storia, le parole di Olivi - spiega Perini - e la morte che stronca troppo presto le speranze di una vita accompagnano Foscolo nelle meditazioni più profonde che esploderanno nel 1806 con i “Sepolcri”. Se non bastassero i riferimenti stilistici e tematici a confermare la matrice clodiense dei “Sepolcri”, va ricordato che ad un mese dalla morte dell’Olivi fu deciso per pubblico decreto che nel Duomo di Chioggia fosse collocata una grande lapide commemorativa in latino dettata da Cesarotti. In quelle parole vi è già chiara l’idea portante dei “Sepolcri”. Foscolo fu a Chioggia, ospite di Tommaso, ad un anno dalla morte del fratello e ne visitò la lapide. Il Duomo di Chioggia, la chiesa madre della terra natale, diviene “il poetico embrione” della basilica di Santa Croce a Firenze che contiene le urne de' forti cantate nei “Sepolcri”. E il cerchio si chiude. (e.b.a.)

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